TECNICHE
Forse la parole “tecnica” suona troppo fredda, eppure anche per apprezzare la bellezza ci sono delle tecniche. Ma non dobbiamo spaventarci – sono esercizi semplici e piacevoli. Il principio cui ubbidiscono queste tecniche è uno solo, ed è basilare. Se lo capiamo possiamo davvero trasformare la nostra vita e modellarla secondo le nostre aspirazioni. Il principio è: tutto ciò cui diamo attenzione prende vigore e si sviluppa. Tutto ciò cui non diamo attenzione tende a decrescere e a sparire. L’attenzione è veicolo di energia. A qualsiasi cosa decidiamo di dare attenzione – una relazione, un interesse, un’attività, un atteggiamento interiore, tenderà ad acquistare rilevanza e presenza nella nostra vita, a crescere e svilupparsi. Se presto attenzione alle mie preoccupazioni, le mie preoccupazioni cresceranno. Se penso sempre alle mie disgrazie, cresceranno le lamentele. Se mi concentro sulla bellezza, crescerà nella mia vita la sensibilità alla bellezza, le situazioni in cui io la troverò diventeranno sempre più numerose, e scoprirò sempre nuovi tipi di bellezza. Dare attenzione ad alcunché è come dare acqua a una piantina.

Il tesoro della memoria
La bellezza ci ha già visitato nel corso della nostra vita – forse molto di più di quanto non siamo disposti ad ammettere. Anche nella vita più infelice ci sono dei bei ricordi. Non hanno da essere nulla di sensazionale, magari è una bellezza perduta, o una bellezza vista per caso o incontrata di sfuggita. L’importante non è solo ripensare a quei momenti, ma riappropiarsene in pieno – riviverli, aprendo le porte alle emozioni e alle sensazioni che abbiamo provato in quei momenti. I tesori ci sono già, bisogna rivalorizzarli. La memoria è una risorsa inestimabile.

Il diario della bellezza
Scrivere è un modo per riflettere, approfondire, conservare, e rispecchiare a se stessi le proprie esperienze. Tenere un diario della bellezza significa annotare ogni volta che capita un’esperienza di bellezza, di qualsiasi tipo sia: un tramonto o un brano musicale, un volto o un libro o un pensiero. Ciò che conta qui è dare importanza alle esperienze più fuggevoli e in apparenza secondarie, e non tralasciare nulla. Per ogni esperienza, registrare anche le nostre reazioni – quelle immediate e quelle susseguenti, anche a distanza di giorni. E notare anche in che modi, a che livello siamo stati coinvolti. E’ stata solo un’emozione? Oppure è cambiato anche il nostro modo di pensare? E’ stato solo uno stato d’animo piacevole ma passeggero, o c’è anche qualcosa in noi che sta cambiando? Più annotiamo le nostre esperienze di bellezza, più ne verranno.

Rivisitare la giornata
Si tratta di ripercorrere la giornata prima di andare a dormire, in senso inverso. Questo è un antico esercizio spirituale che è sempre utile, perché è un modo di fare un bilancio di ciò che è successo, e andare a dormire più leggeri. Questa stessa tecnica si può adattare alla ricerca della bellezza. Si ripercorre la giornata, cercando di trovare momenti di bellezza – tutti, anche quelli più piccoli. Certi giorni si rimane a secco. Pazienza: la bellezza viene quando viene. Altre volte invece facciamo il pieno. In ogni caso, è bene cercare anche i momenti più nascosti e apparentemente trascurabili. Avremo delle sorprese.

Ricerca attiva
L’esperienza estetica è spontanea, ma noi possiamo preparare il terreno e facilitarla. Se diamo al bello più spazio per entrare nella nostra vita, il bello verrà: “Vocatus sive non vocatus, Deus aderit” è la citazione che Jung aveva messo sulla porta del suo studio: “Che tu la cerchi oppure no, la divinità è con te ”. Possiamo rimanere in attesa del bello. E possiamo anche cercarlo. Possiamo, per esempio, andare a un concerto, leggere una poesia, ascoltare un disco, fare una passeggiata in campagna. Vale la pena tentare di vedere la bellezza interiore nelle persone che ci stanno vicino. Possiamo cambiar gioco, e cercare la bellezza in ambiti dove non avevamo mai pensato di trovarla – in cucina, per esempio, oppure per la strada o in un album di vecchie fotografie. L’esercizio funziona anche quando non ha successo, perché sempre più capiremo quali sono i nostri gusti, che cosa ci piace e che cosa no. E questo è fondamentale.