ESTRATTI DAL LIBRO
La bellezza e i suoi benefici
“ Una persona toccata dalla bellezza è una persona nuova, con un carattere diverso, un mondo interiore immensamente più ricco e variegato, un contatto più vivo con le emozioni, una più spiccata capacità di affrontare le relazioni con gli altri, una maggiore e più profonda conoscenza della vita, un’ individualità più forte e un’autostima più solida, una voglia di vivere più intensa, un modo più adeguato e competente di fare scelte e muoversi nella vita di ogni giorno.”

Reazioni
“Per studiare e comprendere l’esperienza del bello e i suoi effetti ho intervistato attraverso gli anni un certo numero di persone. Molto spesso, mentre parlano delle loro esperienze, vedo queste persone cambiare sotto i miei occhi: sorridono, il loro volto si distende, lo sguardo si fa luminoso, la voce diventa più bassa e tranquilla, il respiro più profondo, la postura è più rilassata, spesso parlano di un’emozione nel cuore: il centro della vita. L’effetto più comune di cui ognuno parla è semplicemente che la bellezza li ha resi felici. C’è stato, in quei momenti, un sollievo che li ha pervasi, e di cui io, sentendoli parlare, colgo un’eco. Ne parlano come di qualcosa che per loro ancora oggi è prezioso.”

Intelligenza estetica
“Da qualche tempo si parla di varie forme di intelligenza: l’intelligenza matematica e quella linguistica, l’intelligenza emotiva, quella corporea , quella verbale e via dicendo. Io aggiungo l’intelligenza estetica : la facoltà di percepire il bello. Perché nella stessa situazione un individuo percepisce la bellezza e un altro no. Oppure uno percepisce la bellezza in maniera transitoria e superficiale, mentre l’altro la prova in modo ben più profondo e coinvolgente.”

Sete di bellezza
“Spesso non siamo coscienti del nostro bisogno di bellezza. E’ come per il bisogno fisico della sete: molte persone sono assetate e non lo sanno. Non hanno la consapevolezza della sete. Non bevono abbastanza, il loro corpo ha un bisogno disperato di acqua e si disidrata, e loro sentono malesseri di vario tipo, ma non la sete. Così è spesso con la bellezza. Il bisogno non soddisfatto della bellezza può generare depressione, irrequietezza, un profondo senso di insoddisfazione e di futilità, un’aggressività inspiegabile, l’emergere di varie patologie latenti. Il bisogno di bellezza non è riconosciuto nella nostra società, e questo fatto procura enormi danni psicologici e sociali.“

La bellezza ci fa bene
“In una ricerca svedese su un campione di 12.000 persone, si è scoperto che coloro che vanno a teatro, al cinema, ai concerti e alle mostre più sovente hanno una maggiore probabilità di essere longevi. Le persone che partecipavano a questi eventi avevano un rischio di mortalità inferiore del 60%. Un altro studio, su quasi quattromila soggetti e durato otto anni, pure svedese, mostra come anche la percezione soggettiva della propria salute è di molto migliorata dalla frequentazione di concerti, teatri, mostre e cinema.”

Una guida
“La bellezza in ogni sua forma è una guida. I giornali e la televisione di continuo ci elencano le nefandezze degli uomini: guerre, terrorismo, ingiustizie; e anche catastofi prossime: poli che si sciolgono e epidemie che incombono, inondazioni e terremoti, fa troppo caldo o fa troppo freddo, fame, sete, inquinamento, povertà, bombe. Intanto la vita di ogni giorno prosegue fra mille difficoltà e pericoli. Ci sembra di essere in un incubo. Finchè non ci imbattiamo nella bellezza. La quale ci ricorda che c’è un’armonia nascosta, che anche nella situazione più oscura e difficile c’è una speranza.”
Ho anche scoperto, però, che della bellezza spesso abbiamo paura, una paura non dichiarata, spesso non cosciente. Perché la bellezza a volte è troppo intensa. Perché, forse, sotto sotto, non sentiamo di meritarla. Perché in qualche modo pensiamo che sia una cosa frivola. Perché sappiamo che, se veramente vi ci abbandonassimo, cambierebbe radicalmente la nostra vita."

Sorpresa
“Un elemento centrale dell’esperienza estetica è il lasciarsi prendere di sorpresa. E’ essere vulnerabili, non aspettarsi niente, e quindi non avere idee precostituite di che cosa è bello e che cosa non lo è. La spontaneità del bello ci insegna proprio questo. Il bello non può essere racchiuso nelle nostre categorie mentali pre-esistenti. Il bello, per essere bello, è sempre nuovo, anche quando è vecchio o vecchissimo – quando è una musica che abbiamo sentito già mille volte, un paesaggio visto e rivisto. Ma in quel momento la musica, il paesaggio, ci rivelano qualcosa di nuovo. E’ per questo che il bello ci aiuta a essere veri. Perché se lo cerchiamo seguendo le nostre idee di ciò che dev’essere bello, non lo troveremo mai. Così la bellezza ci insegna a cogliere l’attimo.”

Guarigione
“Il bello è la medicina perfetta: non produce danni collaterali; il suo effetto dura nel tempo; il sollievo che ci porta non ci intontisce e non ci sminuisce in alcun modo, anzi ci fa sentire più lucidi e più forti; quindi innalza, anziché abbassare, il nostro livello di coscienza; non può essere monopolizzata da una multinazionale farmaceutica; e per adottarla non abbiamo neppure bisogno di una ricetta.”

Natura
“Forse in nessun altro esempio l’effetto guarigione della bellezza è chiaro e pervasivo come nell’influsso benefico della natura. Nel corso dei secoli, e in molte società in tutto il mondo, uomini e donne hanno visto nella natura un’anima vivente, una mente superiore, una saggezza benevola, la capacità di nutrire e sostentare, qualità prodigiose, un’essenza divina.”

Essere qui
“Quanto più riusciamo a percepirla in ciò che ci circonda e anche dentro di noi, tanto più ci sentiremo a casa, tanto più saremo contenti di essere qui. C’è chi percepisce il bello nel suono della pioggia e nella forma delle nuvole, nelle facce della gente e nelle loro voci, nel canto degli uccelli e nello stormire delle fronde. C’è chi vede la bellezza nelle vetrate di una cattedrale o in un poster pubblicitario, nel fiorire dell’intelligenza o dell’altruismo, nel fraseggio della musica o nella melodia di un poema, nel dinamismo di una statua o nella corporeità di una danza. Per queste persone il mondo è un luogo di enorme interesse, di continue scoperte sorprendenti. Il loro rapporto con la vita è erotico: fanno l’amore con la vita.”

Gusto
“Quanti dei nostri gusti e delle nostre preferenze sono condizionati da ciò che decidono gli altri? Da ciò che ho potuto capire nel mio lavoro di indagine, molti. Quando ciò avviene, rimane una certa dissonanza estetica, in cui inconsciamente convinciamo noi stessi che ciò che ci lascia indifferenti in realtà ci piace. Ma questa operazione ha un prezzo. Perché nel segreto del nostro essere sentiamo un disagio, sentiamo di avere tradito la nostra sensibilità . E, accodandoci alle preferenze generali, copiando l’amico, ascoltando gli esperti, adattandoci all’andazzo e alla moda, abbiamo perso il contatto con noi stessi. Abbiamo perso, o non abbiamo mai trovato, il nostro gusto.”

Fiducia in se stessi
“Per godere del bello non occorre essere colti e preparati, anche se ciò a volte può aiutare. Perché l’esperienza del bello sia forte, vera, profonda, bisogna invece essere liberi nel proprio giudizio. E approfondendo la nostra familiarità con la bellezza, non facciamo altro che venire più in contatto con noi stessi. Diventiamo più autentici, più forti, più sicuri. Avere fiducia nel proprio giudizio estetico significa avere autostima: star bene con se stessi, essere in contatto con le proprie emozioni e sensazioni, avere il coraggio di dire ciò che si prova e ciò che si pensa.”

Cura
“In un studio di Roger Ulrich, pubblicato su Science, si descrive l’andamento postoperatorio in due gruppi di pazienti che avevano subìto una colicistectomia: i pazienti del primo gruppo nella loro stanza d’ospedale avevano una finestra da cui si vedevano alberi, mentre i pazienti del secondo gruppo erano in camere dove le finestre si affacciavano su un muro di mattoni. I primi ebbero una degenza più corta, nei commenti di valutazione delle infermiere ci furono meno note negative (“E’ ansioso e piange” “Ha bisogno di essere confortato”, ecc.), ed ebbero meno bisogno di analgesici.”

La salute perfetta
“La percezione della bellezza è una definizione della salute psichica perfetta. Nel momento in cui percepiamo il bello in tutta la sua pienezza, quando c’è solo la bellezza che ci riempie, in quel momento, anche se è solo un momento, siamo perfettamente sani – perché ogni angoscia, ogni paura, ogni tristezza, ogni ferita o bruttura, è svanita o perlomeno è vista in modo diverso. In quel momento c’è solo la salute.”

Relazione
“Dalle ricerche che ho svolto la condivisione del bello è spesso citata non solo come un fattore coadiuvante, ma come il tema centrale. Sembra a volte che la condivisione sia il punto di partenza, non quello di arrivo. Che è proprio la presenza dell’altro a rendere il bello possibile. La relazione è spesso il campo in cui l’esperienza estetica può nascere, proprio come un seme germoglia solo in te.”

Trasparenza
“Come mai la bellezza ha il potere forse più di ogni altro fattore, di unire con sublime facilità due persone, di farle trovare così vicine e unite senza alcuno sforzo? La ragione penso sia questa: quando apprezziamo la bellezza siamo aperti – cioè non stiamo fingendo, non stiamo rappresentando i nostri ruoli sociali, non ci rifugiamo in teorie apprese chissà dove. Siamo indifesi, perché non abbiamo più barriere che ci difendano dal mondo circostante. Siamo veri e trasparenti. In questo stato è molto più naturale e facile essere con gli altri, perché lasciamo che gli altri ci vedano per quello che siamo.”

Bello e buono
“La lingua Navajo fa uso di una parola: hozho, che significa al tempo stesso salute, bellezza, bontà, armonia e felicità. Qui il dualismo fra il bello e il buono, così prevalente nella nostra cultura, scompare. Bello e buono sono la stessa cosa. E così anche successo e felicità. Il prefisso ho significa intero e infinito, e quindi dà un’idea di armonia con l’ambiente e l’universo. Il pensiero dei Navajo non opera nessuna separazione fra esseri umani e natura. In questa cultura si è esortati di continuo di camminare nella bellezza, parlare nella bellezza, agire nella bellezza, cantare nella bellezza, e vivere nella bellezza.”

.......
“A volte dopo un concerto ben riuscito gli spettatori rimangono silenziosi per una frazione di secondo. E’ come se avessero bisogno di qualche momento dopo che è finito l’incantesimo, ma i suoi effetti sono ancora presenti. Erano stati rapiti dalla bellezza della musica. Ora si rendono conto di essere tornati qui, sui sedili del teatro, vicino ad altri spettatori: sono tornati da un viaggio siderale, e qualche attimo per riaversi ci vuole. Poi scatta l’applauso, pieno di gratitudine e di entusiasmo.”

Salvaguardare la natura
“Quale motivazione ci può meglio stimolare a preservare la natura? Perché qualche incentivo ci vuole. La convinzione razionale da sola è troppo debole. Certo, c’è la paura. Preserveremo la natura se una catastrofe ci spaventa e ci costringe. C’è il senso del dovere: una legge ci obbliga, la società ci giudica. Ma la motivazione di gran lunga più importante ed efficace è a mio avviso l’amore della bellezza. L’idea di ferire o guastare la natura scenario di meraviglie ci fa orrore.”

La bellezza ci disarma
“Provate a pensare a una esperienza di bellezza. Come vi sentivate davanti a quel fiore, o su quella spiaggia davanti a un mare d’incanto, o ascoltando quella musica, o assimilando l’architettura perfetta di una poesia? Io direi in questo modo: vi sentivate in pace, vi sentivate aperti all’esperienza . Vi sentivate anche, forse, vulnerabili. Non nel senso di deboli, ma disarmati, senza dovervi difendere da nulla, senza ergere barriere di alcun tipo. Vi eravate arresi, sì, ma alla bellezza. Soprattutto, vi sentivate felici. Immaginate dunque di sentirvi in questo stato. Avreste allora voglia di vendetta, di rivalsa, di ostilità o discriminazione? Penso proprio di no.”